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Corso #.000894
TitoloCorso di Progettazione Avanzata in Permacultura (APDC) - Progettare per il cambiamento climatico
ArgomentiProgettazione Avanzata in Permacultura
Regione/StatoIT - Piemonte
LuogoUliveto Taurini, Comune di Cumiana in Borgata Canali Alti, Piemonte.
Data inizio21-06-2024
Data fine25-06-2024
DocentiAnna Bartoli, Paola Castiglioni, Olivier Fontaine e due esperti del luogo Viviana e Arcangelo.
Programma, info e contattiADATTARSI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
(ovvero: REAGISCI AL CAMBIAMENTO E USALO IN MANIERA CREATIVA!)

Se torniamo nel passato del Piemonte prima di diventare romano era Celtico. Più avanti nacque un “reame” conosciuto come “regno dei Cozii” che in seguito darà il suo nome alle Alpi Cozie di oggi.

Scambiando opinioni con Paola, siamo venuti a parlare di bio-zone. Questo termine serve a caratterizzare un determinato luogo sulla base di criteri ecosistemici oppure di biotopo caratterizzabile. Infatti ogni zona può essere individuata da caratteristiche climatiche, meteorologiche, pedologiche, geologiche, faunistiche, ecc … Questo stato di fatto ha determinato nel tempo pratiche agricole tipiche o altre più specifiche. Più che progettare un luogo in particolare, l'idea quindi è quella di progettare all’interno di una bio-zona caratteristica.

Il tema del corso qui sulle Cozie, in un contesto prealpino-pedemontano, diventa info-formativo: cioè si pone come obiettivo la domanda di come noi permacultori e contadini ci si può adattare ai cambiamenti climatici in corso ed evidenti in tutti i contesti. L'esercizio sarà la progettazione di una rigenerazione resiliente presso l'Uliveto Taurini situato tendenzialmente in clima prealpino-pedemontano sulle colline del Pinerolese. L'intenzione, con riguardo alla simmetria, più che di progettare una determinata proprietà, è quello di produrre un documento, specifico all’ alpe pedemontana, che possa servire di ispirazione a tutti coloro che vogliono lanciarsi e prendersi la responsabilità di un pezzettino di terra in questa specifica bio-zona.
Altresì l'idea di un tale documento, a livello di sinopia (canovaccio), sarebbe quella di renderlo utile e fruibile aprendolo ad altre bio-zone, nonché sotto-bio-zone, come bacini fluviali e/o versanti, zone di altitudine diverse, sotto zone pedo-biologiche diverse, zone orografiche caratteristiche, ecc …ecc….


QUANDO
Il Corso di Progettazione Avanzato (APDC) si svolgerà su 5 giorni
con inizio il venerdì 21 giugno 2024 ore 10.00
e chiusura con presentazione dei lavori, consegna degli attestati e celebrazione finale il martedì 25 giugno 2024 primo pomeriggio.

DOVE
In Italia, Piemonte, Colline del Pinerolese nel Comune di Cumiana in Borgata Canali Alti.
https://maps.app.goo.gl/8d3gWiAtapNQ6Fxw6
precisamente qua https://maps.app.goo.gl/rMKLgBFsy737GSV98

COSTO del CORSO
Il Corso costa 250€ a persona e comprende le Docenze, i pasti e il pernottamento in tenda con tenda propria.
Chi volesse pernottare altrove troverà B&B nelle vicinanze e avrà uno sconto di 30€ sul costo corso.

Per informazioni varie e/o per iscriversi al corso mandare una mail ad
anna.permacultura@gmail.com
o scrivere a 3314900730 (solo whatsapp o telegram)

COSA PORTARE al CORSO
Chi dorme in loco:
Tenda, materassino e coperte
KIt del Permanauta (Piatto, tazza e posate, tovagliolo)
Qualche scorta di viveri: i pasti si prepareranno in comune ed è bello scambiare specialità delle proprie zone di provenienza.
Materiale didattico:
Pastelli Colorati e/o Matite
Quaderno per gli appunti
Carta (magari anche qualche foglio di carta millimetrata)
Regolo
Compasso
Uno strumento musicale


Il nostro APDC:
Cinque giorni di progettazione in Permacultura per una rigenerazione resiliente di un pezzettino di terra, coltivato a bosco ed uliveto, in un contesto di cambiamento climatico in atto…
L'intento mio da committente è fare una progettazione globale: partendo dal concetto (dal modello al dettaglio), su un appezzamento fatto, in questo caso specifico, da un piccolo Uliveto (2500M2) e da un boschetto (2400M2). Li vorrei entrambi rigenerare per renderli il più resilienti possibile. Una grandissima attenzione dovrà essere data al cambiamento climatico che sappiamo essere in atto e alla conseguente ed inevitabile mutazione-evoluzione del biotopo e dell'ecosistema. Intendiamo una sorta di tendenza via via più evidente di sub-tropicalizzazione delle Alpi pedemontane. Resistenza, resilienza, rigenerazione, difesa, pro-azione protettiva, potrebbero essere le parole chiave del lavoro progettuale

Chiaramente, non lo posso negare, ho già qualche idea, ma desidero con questo corso confrontarmi con altre idee e sorgenti di ispirazione. Per questo ho deciso di condividere la progettazione del pezzo di terra di cui ho preso la responsabilità., in uno spirito di simmetria verso la formazione che ho ricevuto, Per me la condivisione con chi, anche se più giovane di età, ma nel suo percorso in permacultura, è una forma di messa in atto della cura del futuro. La questione dell'eredità che lasceremo alle future generazioni è centrale nella mia lettura/interpretazione della permacultura.

Durante il mio percorso di apprendimento, ho incrociato persone che non hanno niente a che vedere con la permacultura. Mi hanno insegnato tantissime cose. Poi, sono fortemente convinto che le 72 ore del PDC siano veramente poche per acquisire competenze efficaci su certi aspetti della progettazione in permacultura. Infatti spesso la qualità delle osservazioni e delle proposte progettuali dipende dalle proprie conoscenze pregresse. Ho avuto la fortuna di incontrare qualche mentore che mi ha aiutato a progredire in tale senso. Scelgo di condividere anche questo.

Sono inoltre fortemente convinto che la permacultura deve essere un atto politico.
So che questo mio punto di vista personale non è condiviso da tutti nella nostra comunità, ma il contesto generale dentro il quale stiamo mano a mano sprofondando può richiedere di prendere posizione riguardo alle tematiche ambientali, soprattutto noi permacultori, che con la nostra adesione alle Tre Etiche vorremmo prenderci cura della terra, di noi umani e degli esseri viventi che la popolano e non ultimo del futuro, per lasciare un mondo sano e abbondante alle generazioni che verranno dopo di noi.

Nel mentre, una seria riflessione sull'autarchia potrebbe svelare la impercorribilità di una tale modalità. Infatti, la cura del futuro non deve impedire la cura delle persone e/o del vivente, poiché vivere implica anche scambiare con gli altri e non chiudersi nel proprio mondo autosufficiente.
La domanda allora è: come possiamo senza rinunciare ad un'ampia autonomia, prendendo la responsabilità di un mezzo ettaro di terreno, produrre anche prodotti da scambiare e/o da barattare? Come può essere di supporto ad una rete, così da potere, in caso di bisogno, essere d'aiuto o essere aiutato dalla rete stessa?

La mia speranza, da diplomato in Permacultura Applicata, è che quest'evento info-formativo potrebbe o dovrebbe potere “sbocciare” a medio termine su una progettazione in permacultura sociale & societale di una rete regionale, destinata, dividendosi in modo sempre più decentralizzato verso le realtà “bio-zonali”, ad aiutare chi vorrà abbracciare la permacultura come metodo di progettazione resiliente di fronte ai cambiamenti ineluttabili sui fronti ambientale, ma anche sociale e societale. Infatti, osservo indizi che sembrano sempre più suggerire che la macro rete centralizzata ha i suoi evidenti limiti.
Interventi:
Per introdurre la questione del cambiamento, bisogna fare un punto della situazione attuale prima di parlare di cambiamento. Ho pensato di invitare qualche specialista che ci aiuteranno a capire bene il “climato-bio-socio-contesto” del luogo dove si dovrà intervenire. Penso in effetti che sia difficile parlare e pensare una progettazione se prima non ci sia fatta un'idea accurata della situazione di partenza. Osservare dunque, ma, con l'aiuto di specialisti, che oltre ad attirare il nostro sguardo su punti salienti, ci insegneranno sicuramente tante cose.

Formatori/relatori interni

Anna Bartoli: Tutoraggio d'insieme. Anna è la persona che ha probabilmente più studenti al contatore ;-) ma soprattutto una visione anche internazionale e interregionale della nostra pratica di permacultura. In particolare conosce anche bene i gruppi di Sardegna e di Sicilia, due “Bio-zone” che sicuramente vivono in modo violento i cambiamenti climatici attuali. Insegna la permacultura da tantissimo tempo, ma anche forma gli insegnanti in permacultura. La sua formazione di base è la fisica il che probabilmente spiega la sua capacità olistica di analizzare le cose con l'elasticità del fisico teorico, ma senza la rigidità del matematico. Questa sua particolare competenza, legata alla sua didattica, ci aiuterà a stare “sul pezzo” a non perdere il filo e di arricchire e focalizzare le idee che verranno fuori con le sue incredibili conoscenze.

Paola Castiglioni: Facilitatrice. Paola, diplomata in Permacultura, oltre ad essere una delle principali animatrici del progetto “Matrioska” nel Varesotto, ha partecipato attivamente all'Ellisse dell'Accademia di Permacultura. Vive all'estremo Nord -Est della Lombardia, e come il progetto “Uliveto Taurini”, è nelle vicinanza di una riserva naturale in zona pedemontana immersa in natura. Da tempo collaboro con Paola che porta avanti progetti di permacultura sociale ma non solo. Esperta nella didattica alternativa, conto su di lei per affiancare Anna così da aiutare a sintetizzare il materiale enorme che dovrebbe uscire da quest'esperimento info-formativo.

Olivier Fontaine: Diplomato di Permacultura, è il committente e ci ospita. Insegna la meteorologia da un ventennio così ha potuto osservare il clima che cambia da molto vicino, notando che probabilmente il cambiamento avviene ben più velocemente di quello che si prospettava. Con Olivier ri-studieremo la parte clima/meteo compresa nel PDC con uno sguardo più approfondito.. Dedicheremo del tempo a capire meglio le previsioni dell'IPCC, oltre le informazioni e previsioni climatiche che ci fornisce l'ARPA del Piemonte.
Relatori esterni

Viviana: Vivi di sana pianta. Viviana è laureata in scienze naturali e si è specializzata nelle piante commestibili e nelle piante medicinali. Ne sa veramente tanto. Il suo orto fatto di piante selvatiche che convivono felicemente con quelle coltivate, è stato una delle mie principali ispirazioni nello sviluppare il mio approccio all'orticoltura. Chiederò a Viviane di mostrarci quali risorse che un appezzamento di terra ci può dare per viverci, nutrici e curarci. Gli chiederò anche di raccontarci cosa dobbiamo dare in cambio del nostro prelievo a quella natura con noi così generosa. Infatti la natura non è/dà, come dicono, un servizio monetizzabile.

Arcangelo: Mi ha fatto riscoprire la montagna e mi ha guidato nel mio cammino di ri-allacciamento alla natura. Ha fatto tutta la sua carriera come guardiaparco del parco regionale Orsièra Rocciavré. Per decenni ha osservato la fauna e la flora alpina. È andato in pensione recentemente e ha, da professionista con un occhio esperto, potuto osservare le primissime conseguenze dei cambiamenti in atto. Purtroppo quei cambiamenti, noi, non li cogliamo per mancanza di conoscenze. Quindi da lui avremo delle osservazioni accurate che ci aiuteranno a progettare più efficientemente. Conosce anche bene la Sardegna e può paragonare rilievi orografici simili con ecosistemi in climi differenti. Ci aiuterà sicuramente a comprendere meglio le conseguenze del surriscaldamento sugli ecosistemi.



ACCADEMIA ITALIANA DI PERMACULTURA - C.F. 90069510080 Segreteria: email: info@permacultura.it